Il 26 ottobre in una splendida giornata di sole trasferimmo il Freccia Rossa a Lisanza, al cantiere nautico Piccaluga.

Ipotizzammo circa 3 mesi di lavoro da eseguirsi durante i weekend , e 6 mesi di cantiere perché la barca doveva asciugarsi, e alcuni lavori di carena richiedono temperature sopra lo zero. Che ottimismo! Mai l’ipotesi di lavoro, il Gantt che mi ero prefissato di seguire, furono così distanti dalla realtà che vivemmo.
La barca doveva essere alata nella settimana a seguire, ma praticamente per più di un mese non la vedemmo più. La settimana dopo il nostro arrivo al cantiere cominciò un periodo di pioggia così intenso che il Lago Maggiore esondò in più punti e praticamente il cantiere per un lungo periodo non fu agibile.
Per un mese intero ci limitammo ogni tanto a chiamare il cantiere per sapere della barca, e loro garbatamente ci rispondevano di stare sereni, che la barca era all’ormeggio, ma che le condizioni meteo e del lago non permettevano l’alaggio e il suo posizionamento a terra.

Finalmente a dicembre la barca venne alata e per le sue forme poggiata su due bidoni.
Lavorare in un cantiere nautico, che ti permette di svolgere attività in completa autonomia a meno che non necessiti di attrezzatura pesante, è una vera pacchia. Si incontra tanta gente interessante. Si comunica e scambiano le proprie esperienze, ci si offre consigli.
Ricordo ancora il mio vicino di barca, anch’egli stava restaurando il vecchio Alpa di 9 metri lasciatogli dal padre. Era li da più di un anno, e la barca era ancora li quando varammo il Freccia Rossa dopo 18 mesi. Io avevo previsto 6 mesi di cantiere, e un mese era già andato via per l’esondazione del Lago Maggiore. Si era già a Dicembre. Ricordo ancora la faccia di chi si presentava e incuriosito faceva domande sul modello di barca, sui lavori che volevo fare e quando gli dicevo che a Maggio avremmo varato la barca, guardavano la barca, sorridevano, e per rispetto tacevano, ma le loro espressioni bonariamente mi facevano capire che l’estate prossima avrebbe visto il Freccia Rossa ancora in cantiere.
I lavori da svolgere secondo preventivo
Il piano di lavoro prevedeva i seguenti punti:
- l’attività di pulizia di tutti gli scafi;
- l’attività di carteggiatura degli scafi;
- rappezzamento con tessuto di vetro e resina epossidica, soprattutto a rinforzo di alcune parti sollecitate;
- Per la carena, o opera viva degli scafi, il trattamento epossidico con resina epossidica, e grafite.
- La ristrutturazione della deriva mobile che presentava segni di osmosi e che al suo smontaggio risultò piena di acqua;
- L’apertura di un gavone a prua per facilitare la cala delle vele di prua;
- La verniciatura delle traverse e dell’albero;
- La sostituzione dei vecchi oblò e del tambuccio;
- la sostituzione dei vecchi trampolini con quelli nuovi;
- La pulizia e/o sostituzione di tutta la ferramenta e attrezzatura;
- La creazione di una nuova pala del timone e della barra del timone;
- Il restauro del vecchio paiolato;
- la realizzazione dell’impianto elettrico per le luci di fonda e posizione;
- La stuccatura degli scafi;
- L’applicazione di un fondo epossidico su tutte le parti degli scafi;
- due mani di vernice bianca bicomponente poliuretanica agli scafi.
- Antivegetativa.